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Come prepararsi alla prova costume

Come prepararsi alla prova costume

Come prepararsi alla prova costume e perdere peso in fretta ma senza stress. I consigli degli esperti di nutrizione.

Sembra sempre che l’estate arrivi di colpo: il momento del cambio degli armadi, costume da bagno incluso, può essere fonte di malumore per chi ha preso durante la stagione fredda più peso di quanto vorrebbe.
Se questo è il tuo caso, non preoccuparti: possiamo darti dei consigli per tornare in forma in modo rapido ma sicuro, senza rischi per la salute.

Cominciamo subito con tre regole base per prepararsi alla prova costume.

 

Tre consigli per arrivare in forma alla prova costume

La prima regola per dimagrire velocemente è evitare nel modo più assoluto il fai da te: la rete e i giornali pullulano di regimi alimentari improvvisati e senza basi scientifiche che al grido di “dieta prova costume” promettono trasformazioni drastiche.
Soprattutto se l’esigenza è perdere peso in fretta, è davvero importante seguire una dieta personalizzata consigliata da un medico dopo un’attenta visita e, se necessario, anche sottoponendoti a qualche esame diagnostico.

La seconda regola è combinare una valida dieta per perdere peso con dei trattamenti estetici corpo professionali mirati a diminuire inestetismi come cellulite e rilassamento cutaneo e rimodellare le zone con i maggiori accumuli di grasso. Aggiungere del movimento attivo, commisurato alle tue forze, completa in quadro!

Infine, ecco la terza regola: è giusto prenderti cura della tua salute e del tuo aspetto e cercare di sentirti bene davanti allo specchio. Ricorda però che ogni tipo di corpo ha diritto ad andare in spiaggia e godersi il sole, il mare e il relax! Scegli un abbigliamento che ti piaccia e ti valorizzi e sii felice del risultato che tu hai ottenuto, anche se non dovesse somigliare alle foto filtrate di Instagram.

 

Rimettersi in forma per l’estate: la dieta giusta

Dal punto di vista della perdita di peso strettamente intesa, al momento il tipo di dieta che scientificamente dà più risultati con meno effetti collaterali è quella basata sulla riduzione drastica dei carboidrati: in pratica, una dieta proteica a basso contenuto di zuccheri e carboidrati (quindi riducendo al minimo pane, pasta, riso, cereali, dolci…).
Ne avrai sentito parlare come dieta chetogenica o dieta low carb. Se impostata correttamente in base alle tue caratteristiche psicofisiche, al tuo stato di salute e alla tua età, permette di bruciare i grassi in un tempo sorprendentemente breve ma senza consumare la massa magra, ovvero senza “mangiare il muscolo”.
Il risultato è un corpo più magro ma non flaccido, che è proprio l’obiettivo a cui tutti aspiriamo quando l’estate comincia.
A questo regime, che viene osservato per un periodo limitato, i nostri esperti fanno seguire un programma nutrizionale a lungo termine che ti permetterà di conservare i risultati ottenuti nel tempo.

 

Stile di vita: perché la dieta detox è importante per dimagrire

Un elemento importante su cui intervenire sono anche le tue abitudini di vita: se ti senti le gambe pesanti, la pancia gonfia, fai fatica a digerire e non riesci a perdere peso nemmeno con la dieta, potresti avere bisogno di un controllo medico per escludere intolleranze e patologie legate al metabolismo.
Oppure, semplicemente, hai bisogno di un periodo di dieta detox, che non significa solamente mangiare sano: significa anche fare movimento, dormire bene e a orari regolari, limitare gli alcolici, smettere di fumare, bere tanta acqua, impostare delle abitudini di vita equilibrate e salutari.
Se ti sembra che questo c’entri poco con il perdere chili velocemente, sappi che fumo, alcol, sonno irregolare e stress sono davvero fra le prime cause del sovrappeso, tanto quanto un’alimentazione scorretta!

 

Sport per perdere peso

Se associato a una dieta corretta il movimento è naturalmente un ottimo alleato.
Fai molta attenzione se cerchi un metodo di allenamento per perdere molti chili: ogni corpo è diverso e devi sempre partire dalla tua situazione personale, dandoti un obiettivo realistico ma soprattutto agendo in sicurezza.
Chiedi consiglio a un esperto per selezionare il tipo di workout più adatto alla tua situazione: per alcuni una camminata a passo veloce di 20 minuti al giorno sarà la scelta corretta, mentre altri potranno spingersi verso allenamenti cardio più intensi, anche con salti o con i pesi.
L’allenamento fisico richiede gradualità e costanza per essere efficace e sicuro.

 

Trattamenti estetici da scegliere per superare la prova costume

Se non hai l’abitudine di sottoporti a terapie medico- estetiche durante l’anno puoi chiedere consiglio per qualche intervento localizzato dell’ultimo momento.
Se il tuo problema, per esempio, è la cellulite, in abbinamento all’alimentazione ci sono diverse terapie realmente efficaci che richiedono poche sedute per un risultato visibile: puoi provare per esempio con la carbossiterapia e la veicolazione transdermica, lavorando sul miglioramento del microcircolo, sull’edema e sull’infiammazione portando un beneficio sia clinico che prettamente estetico sulla texture tissutale.
Uno dei trattamenti estetici più all’avanguardia per sciogliere i cuscinetti di grasso localizzati si chiama invece mesoterapia e può aiutarti a rimodellare il profilo di cosce, glutei e pancia in poche settimane.

Ora che hai tutte le informazioni su come prepararti alla prova costume chiedi un consulto gratuito ai professionisti dell’equipe di LabQuarantadue: valuteremo insieme a te il percorso migliore senza impegno!

Per dimagrire meglio un dietologo o nutrizionista?

per dimagrire meglio un dietologo o un nutrizionista

Scopri la differenza tra dietologo e nutrizionista e a chi rivolgersi per perdere peso.

Se hai problemi con il tuo peso e hai bisogno di dimagrire forse avrai già cercato di capire a quale professionista chiedere aiuto, nella speranza di ottenere dei risultati efficaci ma anche sicuri. Per dimagrire quindi, meglio un dietologo o nutrizionista? La risposta dipende da diversi elementi, a cominciare dal punto in cui ti trovi sul piano fisico, psicologico e dello stile di vita.

Prima ancora di definire i tuoi obiettivi, infatti, qualunque esperto serio cercherà di capire qual è il tuo stadio di partenza. Prima di associare a ogni problema l’esperto corretto cerchiamo di capire insieme un dietologo chi è, e in cosa differisce da un nutrizionista.

 

Dietologo o nutrizionista: differenza nella formazione

La questione principale che rende diversi dietologi e nutrizionisti è il titolo di studio.

Un dietologo è un medico, è dottore in medicina e successivamente specializzato nella disciplina della scienza dell’alimentazione. Può prescrivere farmaci e prendere in carico persone con problematiche di salute complesse.

Un nutrizionista è a sua volta specializzato nell’ambito della nutrizione ed è ugualmente in possesso di una laurea, ma in biologia o in scienze affini: è un esperto che conosce il corpo umano e il suo funzionamento e può dare delle utili indicazioni sull’alimentazione, ma non può firmare una ricetta medica.

Anche se il primo sembrerebbe il più titolato in base al nome (dieta dietologo) entrambi, potenzialmente, possono stendere un piano alimentare e prescrivere un regime dietetico.

A chi rivolgersi, allora? Per dimagrire meglio un dietologo o nutrizionista?

 

Quando rivolgersi al dietologo

  1. Se hai problemi di obesità, diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari o metaboliche hai bisogno del medico dietologo: sono necessari esami diagnostici, potresti avere necessità di farmaci specifici e di un trattamento integrato che combini un programma dimagrante con altre terapie.
  2. Se sei in forte sovrappeso e hai difficoltà a dimagrire, nonostante tu abbia già provato a metterti a dieta e a cambiare abitudini alimentari: il tuo problema potrebbe avere origini ormonali, metaboliche o genetiche ed è importante farti visitare da un medico.
  3. Se anche i tuoi familiari hanno una spiccata tendenza a problemi di peso e patologie correlate, incluse quelle tumorali: è consigliabile almeno una prima visita da parte di un medico.
  4. Se hai disturbi gastrici, disturbi del sonno, un disturbo alimentare o soffri di ansia o depressione, la combinazione tra dietologo e psicologo è senz’altro un buon punto di partenza per impostare un piano alimentare adeguato.

 

Quando rivolgersi al nutrizionista

Il campo di competenza del nutrizionista è soprattutto capire se stai mangiando nel modo giusto e insegnarti abitudini alimentari sane e adatte a te. Il nutrizionista lavora particolarmente sullo stile di vita, le consuetudini e gli schemi che utilizzi nella tua dieta.

  1. È la persona giusta se vuoi perdere peso ma non parti da una condizione di obesità, o se hai già perso peso e ti occorre un aiuto per mantenere la linea.
  2. Può supportarti se non sai come regolarti su alimenti, quantità, frequenza dei cibi che scegli e ti serve aiuto per ottenere una dieta personalizzata da seguire.
  3. Può consigliarti se stai attraversando una fase di cambiamento fisico, per esempio in adolescenza o in menopausa.
  4. Può aiutarti a seguire una dieta vegetariana o vegana bilanciata, o compensare l’eliminazione (temporanea o permanente) di certi nutrienti in caso di intolleranze.

Se ti alleni regolarmente e vuoi ottenere una vera dieta sportiva nutrizionista e dietologo sono entrambi qualificati per permetterti di impostare le calorie corrette per te.

 

La soluzione migliore di tutte è sfruttare una combinazione di professionisti, che possano valutare il tuo caso da diversi punti di vista e aiutarti a lavorare sia sulla tua salute, sia sulla tua consapevolezza alimentare, sia sulla motivazione e la percezione della tua immagine.

Lo scopo finale, dopotutto, non è solo perdere chili: è sentirti bene con il tuo corpo, eliminare il grasso in eccesso ma anche i disturbi (organici ed emotivi) che lo accompagnano.

 

Chi prescrive diete per dimagrire senza una laurea specifica, o senza almeno appoggiarsi alla consulenza di un dietologo o nutrizionista per una valutazione accurata, rischia di arrecare danni anche seri ai propri assistiti: se cerchi qualcuno che ti aiuti a perdere peso assicurati che abbia i titoli per farlo, e prediligi ambulatori strutturati e organizzati (come Lab Quarantadue), magari che operano in coordinamento con le ASL o i servizi territoriali della tua regione. Prenota un consulto gratuito senza impegno online o in ambulatorio.

Dieta per sportivi

Allenarsi regolarmente è un toccasana, ma richiede al corpo un impegno che deve essere compensato in modo adeguato con liquidi, sali minerali e con le calorie derivate dal cibo.

Che l’allenamento serva per dimagrire velocemente o per raggiungere obiettivi in gara, l’alimentazione di chi fa sport non va improvvisata.

Anche se hai fatto una scelta nutrizionale vegetariana o vegana, ti sarà utile conoscere alcune regole di base per integrare il tuo stile alimentare in un programma sportivo.

Fino a qualche anno fa l’idea di uno sportivo vegetariano non veniva presa troppo sul serio, ma in verità la letteratura scientifica sull’argomento conferma che le diete vegetariane, ad eccezione di quelle molto strette, possono convivere con l’attività fisica ed è dunque assolutamente possibile farsi indicare una dieta vegetariana per sportivi professionisti, oltre che per i dilettanti e gli appassionati di fitness.

 

Come si costruisce una dieta per sportivi

In linea generale possiamo dire che un atleta (vegetariano o meno) dovrebbe nutrirsi in base a una piramide così composta:

  • Carboidrati
  • Proteine
  • Grassi

Le proporzioni fra i tre elementi dipendono da molti fattori, ma in generale le “priorità” da rispettare fra i nutrienti sono queste.

Il fabbisogno energetico nella dieta per sportivi

Prima ancora di ragionare sugli alimenti, ciò che è importante valutare quando si fa attività sportiva (agonistica o non agonistica) è il corretto fabbisogno energetico: chi svolge uno sport impegnativo deve assumere in proporzione più carboidrati, proteine e grassi rispetto a un individuo sedentario.

Questo vale per chi mangia carne e pesce, per i latto-ovo-vegetariani e a maggior ragione per chi esclude anche i derivati animali: in pratica una dieta vegana per sportivi dovrà essere portata a un numero di calorie adeguato, proporzionale al tipo di attività sportiva svolta per salvaguardare il turnover proteico fondamentale per il mantenimento della massa muscolare.

Proteine animali e vegetali per chi fa sport

Veniamo al discorso delle proteine nelle diete sportive prive di carne, pesce ed eventualmente altri derivati animali.

Sul fabbisogno proteico degli atleti, e sull’origine delle proteine (vegetale o animale) si dibatte ancora molto e non esiste un accordo preciso tra gli esperti.

Ciò che è assodato con una buona prevalenza di pareri favorevoli è che i vegetariani possono sostituire le proteine animali con quelle vegetali: se ciò viene fatto in modo bilanciato così da compensare correttamente, non avranno problemi.

Esempi di alimenti utili a sostituire le proteine animali sono:

  • Legumi freschi ed essiccati
  • Frutta secca (mandorle, noci, pinoli…)
  • Semi proteici (es. quelli di sesamo o di chia).

Esistono naturalmente diversi alimenti confezionati o lavorati adatti all’alimentazione veg anche per sportivi:

  • Seitan o muscolo di grano (attenzione alla quantità di proteine, non altissima)
  • Tofu, tempeh e derivati
  • Hamburger vegetali pre-bilanciati
  • Snack e barrette proteiche vegetariane/vegan
  • Frappè a base di soia disidratata
  • Dessert vegetali a base di latte di soia.

In determinati casi il nutrizionista o il dietologo potrebbero consigliare degli integratori proteici specifici, a base di proteine vegetali, per chi necessita di un apporto particolarmente elevato (come i body-builders) o fatica a raggiungerlo con la semplice alimentazione bilanciata.

Come distribuire gli alimenti nella giornata

La dieta per sportivi agonistici come si sa è regolata da istruzioni piuttosto rigide che vengono stabilite dal medico che segue l’atleta, sulla base della sua corporatura, del tipo di allenamento e della performance richiesta.

Barretta proteica pre o post allenamento?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’introduzione delle proteine nella dieta ha solo in parte lo scopo di aumentare e consolidare la massa muscolare, mentre il ruolo principale è costituire una riserva energetica all’inizio dell’allenamento, da consumare durante lo sforzo prolungato che esso richiede.

In quest’ottica, è sensato prevedere uno snack proteico subito prima di allenarsi.

In altre parole, se si considera che le proteine costituiscono una “riserva di carburante” per l’organismo che si mette alla prova con il workout, uno spuntino energetico pre-allenamento a base prevalentemente proteica è l’opzione più indicata.

Qualunque sia la tua scelta etica alimentare, considera che una corretta educazione nutrizionale sarà importante e di grande aiuto per bilanciare il tuo modo di mangiare e di muoverti, incrementando magari anche la tua performance sportiva. Chiedi consiglio a un medico nutrizionista o rivolgiti a un centro integrato come gli ambulatori LabQuarantadue, dove esperti di diverse discipline possono combinare le loro competenze per fornirti la miglior dieta vegetariana per sportivi!
Prenota ora il tuo consulto gratuito.

Metabolismo lento cosa fare?

Metabolismo lento: cosa fare e cosa devi sapere se fai fatica a dimagrire.

Su metabolismo lentosintomi e rimedi più o meno miracolosi circolano tante informazioni sbagliate, se non dannose.  Conoscere le nozioni giuste ti aiuterà molto a capire cosa è vero e cosa no, e soprattutto come fare per seguire un programma di dimagrimento davvero efficace.

Vediamo allora insieme come sbloccare metabolismo lento, ristagno dei grassi e difficoltà a perdere peso. Un’anticipazione? Il metabolismo lento… non c’entra niente!

 

Come funziona il metabolismo e che rapporto ha con il peso

Ciò di cui si parla è il metabolismo basale, ovvero tecnicamente la quantità minima di energia (apporto calorico) della quale il nostro corpo ha bisogno per funzionare; il metabolismo basale di una persona viene idealmente calcolato in condizioni di assoluto riposo, a temperatura ambientale media (né troppo freddo né troppo caldo) e dopo 12 ore di digiuno. Si tratta di una misura standardizzata che serve per calcolare in modo scientifico il fabbisogno calorico dell’organismo.


Metabolismo lento cause

Il metabolismo basale è influenzato da numerosi fattori, alcuni “fissi”, altri modificabili cambiando abitudini:

  • età
  • genere
  • fattori genetici
  • dimensione del corpo (il metabolismo è più veloce in una persona molto alta rispetto all’inverso)
  • composizione corporea (rapporto grasso/muscolo, IMC, indice di massa corporea)
  • clima in cui si vive (ie. zone molto fredde o tropicali)
  • quadro ormonale (in particolare l’equilibrio degli ormoni tiroidei)
  • alimentazione
  • stile di vita: stress, attività fisica, ritmo sonno/veglia.

La velocità o lentezza del metabolismo però cambia in modo molto trascurabile rispetto a quello che si pensa, e non influenza l’aumento di peso in modo diretto.
Quindi, c’è veramente qualcuno che ha il metabolismo lento “per natura” e non riesce a dimagrire? Ci sono delle tecniche dedicate al metabolismo lento e a come farlo ripartire con esercizi o diete specifiche
Sostanzialmente, no.

Tranne le persone con disfunzioni ormonali e patologie metaboliche serie, tutti abbiamo grossomodo la stessa velocità del metabolismo e la possibilità di accumulare o perdere peso velocemente dipende da tutt’altro.

Ma allora, se non ho il metabolismo lento perché non riesco a dimagrire? Ti chiederai. Beh, non è perché hai il metabolismo basso, o almeno non solo.

Capita in effetti di avere una sorta di “blocco del dimagrimento”: un punto oltre al quale non si riesce ad andare, e magari dopo il quale si torna a prendere chili. Se è il tuo caso, probabilmente:

  • il rapporto fra quello che mangi e l’attività fisica che fai non è adeguato;
  • il tipo di cibi che consumi non è realmente adatto al tuo fisico;
  • il tuo stile di vita rema contro la perdita di peso (es. stress, fumo, sedentarietà, saltare i pasti);
  • stai entrando in una fase di vita diversa (es. menopausa) che richiede un adattamento
  • assumi farmaci che alterano l’equilibrio ormonale o “gonfiano”;
  • potresti avere uno squilibrio determinato da altre patologie, per le quali è necessaria un’accurata analisi medica.

 

Metabolismo lento o squilibrio calorico? La via corretta per dimagrire

Anche se servisse, potresti fare molto poco per accelerare il tuo metabolismo. La parte su cui puoi lavorare, in pratica, è quella che riguarda il deficit calorico.
Chiariamo meglio: non è che esista una dieta metabolismo lento friendly, ma esiste la dieta corretta per te, per stare meglio e dimagrire (e solo un professionista può aiutarti a trovarla).

L’essenziale da sapere per iniziare a dimagrire

L’attività fisica influenza il fabbisogno calorico di un individuo per il 20-30% e ha un ruolo ancora maggiore rispetto alla dieta, dato che l’energia derivante dal cibo copre il 10% di questa percentuale.

In questa prospettiva, lavorando sulle tue abitudini di movimento e a tavola puoi influenzare il rapporto fra le calorie che il tuo corpo si aspetta e quelle che tu gli fornisci.
Se devi dimagrire, quale che sia la velocità del tuo metabolismo, devi fare in modo che queste calorie siano “leggermente insufficienti”: devi cioè portare il bilancio delle calorie leggermente in negativo rispetto al tuo fabbisogno calorico, in modo costante e non drastico. Per fare questo dovrai:

  • aumentare l’attività fisica, in modo graduale e adatto alla tua situazione psicofisica, in modo da “bruciare” più calorie;
  • selezionare le calorie assunte con il cibo, con l’aiuto di un dietologo, in modo che non siano né troppe né troppo poche, ma soprattutto siano “giuste” per favorire la riduzione della massa grassa in favore di quella muscolare.

Insomma, se hai sentito qualcuno dire che per perdere peso devi stimolare il metabolismo, o hai associato disturbi indipendenti fra loro, come metabolismo lento e pancia gonfia, sgombra il campo dalle false credenze e rivolgiti a un esperto medico nutrizionista per trovare il percorso realmente adatto a te, efficace per il tuo caso specifico e durevole nel tempo!

Metabolismo lento come velocizzarlo: sfatiamo tre falsi miti per capire meglio il problema

  1. Non è vero che si “nasce” con il metabolismo lento. È vero che ci sono dei fattori genetici che regolano il funzionamento generale del nostro organismo, e sono alla base anche di questioni che riguardano il peso: il modo in cui accumuliamo cuscinetti di grasso, il rapporto con alcuni alimenti, la predisposizione verso le disfunzioni metaboliche hanno origine nel nostro DNA.
    Tuttavia, la differenza nella velocità del metabolismo fra una persona e l’altra “in partenza”, nelle medesime condizioni fisiche, è minima.
  2. Non è vero che si ingrassa perché si ha il metabolismo lento. È vero che le persone in sovrappeso hanno il metabolismo leggermente più lento, ma questa è una conseguenza dell’aumento di peso (o, meglio, delle abitudini di vita che hanno condotto al sovrappeso) più che una causa.
  3. Non è vero che mettersi a dieta stretta ha delle conseguenze sul metabolismo, come velocizzarlo e renderlo più “dinamico”. In realtà, se ci si attiene a una dieta molto rigida il metabolismo rallenta (come accade agli animali che vanno in letargo, per intenderci) adattandosi a un introito inferiore di calorie; in questo modo, se si riprende a mangiare troppo dopo la dieta, l’organismo assimilerà di più e si tenderà, ahimè, a prendere più chili di quanti se ne fossero persi.
    Quindi idealmente velocizzare il metabolismo non serve per dimagrire: è vero che una dieta corretta può sbloccare una situazione di sovrappeso e obesità, e portare al dimagrimento desiderato, ma questo non ha a che fare con la “velocità”.

 

Se hai un problema di peso e fai fatica a rimetterti in forma non perdere tempo con informazioni fuorvianti: chiedi un consulto gratuito e senza impegno per valutare la tua situazione e farti consigliare la soluzione più adeguata!

Digiuno intermittente per dimagrire, è sicuro?

Si sente spesso dire che digiuno intermittente per dimagrire fa bene ed è efficace, ma è vero che funziona ed è sicuro? Ecco il parere degli esperti.

Ti anticipiamo subito che ciò che si sente dire è vero, perché il digiuno intermittente fa dimagrire. Come tutte le soluzioni per perdere peso, però, non è una bacchetta magica: va seguito nel modo giusto sempre dietro il consiglio di un medico specializzato. Vediamo come si fa.

 

Digiuno intermittente cos’è

Questa pratica ha origine nella medicina tradizionale orientale: aveva implicazioni spirituali ed era volta a purificare l’organismo e rendere più “chiara” la visione della mente. In effetti le testimonianze di chi pratica regolarmente, a intervalli fissi, il digiuno intermittente per dimagrire parlano di una maggiore capacità di concentrazione, una sensazione di limpidezza nei pensieri e dei sensi, e di maggiore collegamento tra corpo e mente, una volta che si è presa l’abitudine.

Vediamo però come funziona il digiuno intermittente per dimagrire, nello specifico, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta all’argomento.

La cosa più importante da capire del digiuno intermittente è come farlo nel modo giusto, perché funzioni senza creare nessun deficit all’organismo.

 

Come funziona il digiuno intermittente per dimagrire

La tecnica si basa su un concetto abbastanza semplice.

Quando noi mangiamo, il glucosio contenuto nel cibo viene utilizzato come “combustibile” per far funzionare l’organismo, mentre i trigliceridi (che sono sostanzialmente dei grassi) vengono accumulati nel tessuto adiposo, come riserva energetica a lungo termine.

Se noi digiuniamo per un numero sufficiente di ore, questi trigliceridi vengono “intaccati” per produrre energia, in assenza di quella che arriverebbe dal cibo. Vengono divisi in glicerolo (che viene “bruciato” subito) e acidi grassi.

A questo punto il fegato trasforma gli acidi grassi in un loro derivato, i corpi chetonici, che a loro volta vanno a fornire energia all’organismo, e in modo particolare al cervello.

L’effetto dimagrante di questo meccanismo, che viene chiamato switch metabolico, sta nel fatto che il corpo “mangia i grassi” anziché assumere energia dall’esterno, per un tempo limitato nel corso della giornata ma sufficiente a produrre un dimagrimento veloce.

Ecco dunque spiegato a cosa serve il digiuno intermittente! Ma i vantaggi riconosciuti non stanno solo nella perdita di peso rapida; esso infatti:

  • contrasta il processo di invecchiamento;
  • può prevenire l’insorgere di patologie cardiovascolari;
  • tiene sotto controllo la regolazione del glucosio nel sangue, il cui squilibrio è responsabile di numerosi disturbi;
  • riduce gli stati infiammatori, inclusi quelli derivanti da intolleranze alimentari e allergie;
  • migliora l’equilibrio della flora intestinale.

Numerosi studi controllati sono stati condotti da scienziati di varie nazionalità a partire dagli anni Novanta, e l’efficacia e sicurezza del digiuno intermittente è stata ampiamente verificata. Naturalmente senza esagerare: si può digiunare in questo modo solo per un periodo limitato!

 

Guida pratica per dimagrire con digiuno intermittente

Premessa importante: non affrontare il digiuno intermittente senza avere consultato un medico. Anche se non comporta dei rischi significativi, non è adatto a tutti e deve essere eseguito seguendo scrupolosamente le indicazioni di un esperto.

Ti proponiamo un esempio per darti l’idea di come ci si comporta durante il percorso, ma ti invitiamo decisamente a rivolgerti ai nostri esperti per un programma personalizzato efficace e sicuro.

Vediamo ora nella pratica cos’è il digiuno intermittente per dimagrire. Esistono diverse formule, ma le principali sono due.

  1. Il metodo 5:2 prevede 5 giorni di alimentazione normale e 2 giorni di dieta ipocalorica stretta. Esiste anche la versione “light” con il digiuno intermittente una volta a settimana (6:1).
  2. Il metodo 16:8 impone di concentrare i pasti in 8 ore, e trascorrere le altre 16 ore (su 24) senza ingerire calorie.

Questo secondo metodo (che ha anche versioni da 12 o persino da 18 ore) propone il miglior digiuno intermittente per perdere peso velocemente, perché prevede una finestra più ampia di assenza di calorie ingerite.

Esempio di digiuno intermittente

La logica suggerisce naturalmente di includere le 8 ore di sonno giornaliere nelle 16 ore di “stop”.

Ci sono allora due possibilità:

  • Niente colazione
  • Pasto a mezzogiorno
  • Spuntino a metà pomeriggio
  • Cena alle 20

Oppure

  • Colazione alle 10
  • Pasto a mezzogiorno
  • Cena alle 18

È consigliabile far passare 2-3 ore dopo la cena, prima di andare a dormire, in modo da attraversare durante il sonno la fase in cui l’organismo “fa pulizia” e libera i corpi chetonici: la fase di chetosi è un momento infatti in cui alcune persone fanno più fatica a gestire la pausa fra i pasti.

 

Domande frequenti sul digiuno intermittente

Per quanto tempo fare il digiuno intermittente

La frequenza e la durata della pratica deve esserti indicata dal medico nutrizionista che segue la tua situazione e non deve essere impostata a casaccio.

Che cosa mangiare durante le 8 ore del digiuno intermittente

Nelle 8 ore in cui si può mangiare non ci sono restrizioni particolari, ma è importante evitare di “abbuffarsi” per compensare, soprattutto con zuccheri e cibi grassi.

Si può mangiare anche con relativa abbondanza, ma mantenendo una dieta sana e bilanciata e sfruttando il potere saziante delle fibre contenute nella verdura, nei cereali integrali e nella frutta.

Si può bere durante le ore di digiuno?

Si può e si deve bere acqua in abbondanza: oltre a idratare il corpo, bere aiuta a controllare lo stimolo della fame che inevitabilmente comparirà.

Posso fare sport durante il digiuno intermittente?

Con moderazione, è possibile e consigliato fare attività fisica. Questa deve essere leggera, soprattutto se viene condotta durante le ore di digiuno: è meglio non forzare per evitare il rischio del “calo di zuccheri”.

Fare un’attività intensa durante il digiuno in ogni caso non fa dimagrire più in fretta. Devi considerare che stai già seguendo un regime dimagrante veloce, non è il caso di cercare di accelerarlo ulteriormente!

Quanto dura il digiuno intermittente?

Per il digiuno 8:16 si consiglia di non superare i 5 giorni consecutivi, da provare solo se si è già un po’ “allenati” alla pratica. Comincia con 2 giorni consecutivi, da portare a 3 se te la senti.

Come posso controllare la fame durante il digiuno intermittente?

Lo stimolo dell’appetito inizialmente si manifesterà negli orari in cui hai l’abitudine di consumare i pasti. Per alcuni è più facile che per altri tenere sotto controllo la fame, ma sentirla è del tutto naturale! Bere acqua, fare una passeggiata, distrarti aiuterà di certo.

Dopo il primo impatto, ti risulterà via via più facile “resistere” alla dispensa.

Posso lavorare durante il digiuno intermittente?

Puoi lavorare, e potresti anzi scoprire di essere più efficiente grazie al senso di lucidità che a molti deriva dalle fasi di digiuno. Nelle 16 ore è però consigliabile evitare il lavoro fisicamente molto impegnativo o che ti porta a manovrare macchinari pericolosi, soprattutto se è la prima volta che provi la tecnica.

Segui sempre i consigli degli esperti a cui ti sei rivolto, come i medici del team LabQuarantadue.

 

Controindicazioni: chi non deve fare il digiuno intermittente

Il percorso non è adatto per:

  • donne in gravidanza;
  • bambini e adolescenti;
  • persone con diabete di tipo 1 o 2, cardiopatie o altre patologie rilevanti;
  • persone con disturbi nel funzionamento della tiroide;
  • persone con disturbi alimentari, con disturbo ossessivo compulsivo o, in generale, con un rapporto emotivamente non equilibrato con il cibo.

In tutti questi casi il medico nutrizionista e/o lo psicologo sconsiglieranno di iniziare il digiuno intermittente in qualunque sua forma.

 

Che cosa puoi aspettarti dal digiuno intermittente per dimagrire?

Gli effetti sono piuttosto veloci: il digiuno intermittente fa dimagrire a un ritmo variabile da persona a persona, ma si sperimenta comunque una perdita di peso rapida che può arrivare anche all’8% del peso iniziale nei primi 3 mesi.

Puoi considerare come aspettativa realistica con il digiuno intermittente primi risultati dopo la prima settimana e risultati più significativi dopo 3-4 mesi.

In media puoi arrivare a perdere 1 kg a settimana, ma la proporzione dipende da molti fattori ed è difficile dare un’indicazione precisa.

La fase del distacco dei corpi chetonici per chi non è abituato potrebbe dare qualche disturbo, come mal di testa, irritabilità, sonnolenza o la sensazione di un cattivo sapore in bocca.

Si tratta di manifestazioni passeggere, che non devono spaventare di per sé, ma devi tenerne conto se pensi di utilizzare il digiuno durante i giorni lavorativi.

Se hai problemi di sovrappeso, obesità o vuoi semplicemente rimetterti in forma per l’estate chiedi un consulto gratuito presso gli ambulatori LabQuarantadue o online, per verificare se il digiuno intermittente è adatto a te e ai tuoi obiettivi!

 

Obesità: Semaglutide un nuovo farmaco per sconfiggerla

Una nuova speranza per chi lotta contro l’obesità: semaglutide è in grado di determinare una riduzione fino al 20% del peso corporeo di partenza se usato correttamente e associato a una dieta adeguata e  a un’attività fisica costante.

 

Nuovo farmaco contro l’obesità: che cos’è semaglutide

Si tratta di una molecola già utilizzata da tempo nella cura del diabete di tipo 2. Studi scientifici recenti hanno inoltre dimostrato che assunta in dosi maggiori,  è in grado di indurre un consistente calo di peso, con una riduzione fino al 20% del peso corporeo inizialeSemaglutide agisce a livello del sistema nervoso centrale sui centri di controllo della fame e della sazietà, aiutando così  a ridurre l’apporto calorico.

 

Chi può assumere semaglutide?

Si tratta di un farmaco che va assunto su prescrizione e sotto stretto controllo medico ed è indicato per soggetti affetti da obesità  ( ovvero con BMI (Body Mass Index, ovvero indice di massa corporea) superiore a 30. 

 

Come si assume semaglutide?

Non si tratta di una pillola, bensì di un’iniezione sottocutanea che si somministra una volta alla settimana nell’addome, nella coscia o nel braccio.

Al momento attuale l’uso del farmaco per curare l’obesità è stato approvato negli Stati Uniti.

Per i pazienti italiani però è già disponibile un farmaco simile; liraglutide. Si tratta di un prodotto già ampiamente testato e riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dei problemi di peso.

Come semaglutideliraglutide è un analogo sintetico dell’ormone Glp-1, e ha lo stesso meccanismo d’azione.

 

Obesità: perché non basta mangiare meno

Nei nostri ambulatori proponiamo piani alimentari personalizzati molto efficaci per la perdita di peso rapida che serve a chi si trova in condizione di obesità o sovrappeso grave. Unita a un movimento fisico adeguato alle condizioni di salute del paziente, questa soluzione spesso garantisce già ottimi risultati.

Tuttavia esistono varie situazioni patologiche nelle quali l’organismo non è più in grado di reagire correttamente a un cambiamento alimentare: in tali casi il ricorso a un farmaco è indispensabile.

I nostri esperti spesso consigliano ai pazienti anche una psicoterapia o un supporto comportamentale: il percorso di cura dell’obesità deve infatti prendere totalmente in carico la persona, anche sul piano emotivo.

Se hai bisogno di una consulenza personalizzata per capire quale percorso di dimagrimento è il migliore per te contatta gli esperti LabQuarantadue per un primo consulto.

Grasso localizzato: la dieta non basta, ma c’è una soluzione (e non è la liposuzione)

Non è una tua fissazione: è vero che il grasso si accumula soprattutto in alcuni punti precisi del corpo, che possono essere diversi per ciascuno. Ed è vero che quando ti impegni a dimagrire, con la dieta e il movimento, vedi i centimetri ridursi dappertutto tranne che “proprio lì”.
Stiamo per spiegarti come mai questo accade e, soprattutto, come si può risolvere il problema dell’adipe localizzato in modo clinicamente sicuro.

 

Perché il grasso si accumula in una zona del corpo?

Le ragioni per cui si creano le cosiddette adiposità localizzate sono piuttosto complesse, ma in linea generale hanno a che fare con:

  • la genetica: il DNA contiene anche informazioni relative a questo aspetto;
  • il sesso: maschi e femmine tendono ad accumulare l’adipe in modo diverso (ma ci sono delle eccezioni);
  • gli ormoni: la predisposizione ad accumulare il grasso in una specifica zona del corpo dipende soprattutto dai livelli dei vari ormoni durante il ritmo circadiano (sonno/veglia), dal loro rapporto reciproco e dal numero e sensibilità dei recettori endocrini (cioè le cellule che devono intercettare questi ormoni e reagire di conseguenza).

Come vedi, non è possibile decidere dove il nostro grasso andrà ad accumularsi: il nostro organismo è predisposto per ingrassare in alcune aree più che in altre. Vediamo invece che cosa si può fare per combattere l’adiposità localizzata (sì, si può).

 

Come combattere il grasso localizzato

Considerato quanto abbiamo detto, il passo più ovvio è cercare di tenere sotto controllo il peso in generale, attraverso un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano. Seguire una dieta e fare movimento è comunque una buona idea, ma è sufficiente a eliminare il grasso localizzato?
Diciamo che i cuscinetti di grasso concentrati in un punto specifico sono sempre gli ultimi ad andarsene, per così dire: magari riesci a perdere chili e centimetri di circonferenza addominale, ma quella pancetta o quella “maniglia” rimangono sempre lì.

E quindi? Resta solo la liposuzione?

Anche se in alcuni casi la liposuzione può essere una risposta adatta, si tratta comunque di un intervento invasivo e costoso che, in molte situazioni, non è nemmeno necessario. C’è qualcos’altro che puoi provare.

Dare al corpo gli stimoli giusti

L’unica arma a disposizione per contrastare la predisposizione all’accumulo adiposo in una zona specifica del corpo è dare al nostro organismo gli stimoli giusti:
1. la dieta corretta per stimolare il meccanismo del dimagrimento più adatto al grasso localizzato;
2. uno stile di vita che faccia funzionare al meglio il tuo sistema endocrino;
3. un trattamento medico-estetico focalizzato per sciogliere localmente il grasso, con tecniche scientificamente dimostrate, senza false promesse.

LabQuarantadue ha messo a punto un protocollo di intervento globale dall’efficacia comprovata, che combina:
– una dieta personalizzata basata sul modello VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet);
– un monitoraggio metabolico per intercettare eventuali squilibri e resistenze;
– un trattamento medico-estetico mirato;
– consigli e istruzioni per impostare abitudini alimentari corrette e comportamenti funzionali.

Sciogliere il grasso ostinato: perché non basta la dieta

Torniamo un momento sul punto 2 qui sopra: che cosa significa che dovresti far funzionare al meglio il tuo sistema endocrino per bruciare le adiposità localizzate?
Semplificando, il grasso localizzato dipende dagli ormoni ed è sensibile agli squilibri ormonali; gli ormoni sono “governati” dal sistema endocrino. Ottimizzare il tuo sistema endocrino è quindi il modo migliore per aiutare la dieta e i trattamenti estetici a sciogliere i cuscinetti ostinati.

Ecco cosa puoi fare.

  • Cerca di mantenere un ritmo sonno/veglia costante: andare a letto e svegliarsi a orari regolari aiuta letteralmente gli ormoni a restare in equilibrio.
  • Riduci fin dove è possibile le ragioni di stress: stressarsi fa innalzare un ormone chiamato cortisolo che è anche responsabile degli accumuli di adipe.
  • Verifica, con il supporto di un team medico competente, se hai già uno squilibrio ormonale (in particolare nei livelli di estrogeni e testosterone), ma anche un eventuale problema nel metabolismo del glucosio: è un aspetto anch’esso influenzato dagli ormoni, è “invisibile” ma molto determinante per le difficoltà di perdere peso.

Non dimagriamo tutti allo stesso modo

Con tutti questi fattori a influenzare la distribuzione del grasso corporeo, è evidente che, come non tutti ingrassiamo allo stesso modo, così non dimagriamo allo stesso modo: è fondamentale personalizzare sia la dieta, sia i controlli medici, sia l’impostazione di abitudini finalizzate alla perdita di peso.

Infatti, avrai notato che:

  • non tutte le parti del corpo dimagriscono alla stessa velocità;
  • il rapporto fra cibo e peso cambia nel corso della vita e della fase biologica;
  • il grasso può “cambiare posizione” a seconda dell’età, dello stile di vita e dei livelli di stress.

Per questo, se vuoi ridurre gli inestetismi derivanti dall’adipe localizzato, è davvero importante rivolgerti a un team multidisciplinare preparato e seguire un programma che sia completo di tutte le parti necessarie: educazione alimentareottimizzazione delle caloriemonitoraggio metabolico e impostazione di routine vincenti. Sarà una vera liposuzione non chirurgica: insegnerai al tuo corpo a bruciare il grasso localizzato, e ti sentirai anche meglio.

Dieta chetogenica VLCKD: come dimagrire in 21 giorni

Preparati per una remise en forme last minute dopo Pasqua, grazie alla dieta VLCKD.

Se durante le feste hai fatto qualche strappo alla regola e vuoi rimetterti in forma velocemente in vista della prova costume, evita il fai da te e le diete dalle promesse “magiche” e affidati a un programma alimentare serio e clinicamente sicuro.
La dieta chetogenica VLCKD viene consigliata dai nutrizionisti da molti anni e dà davvero dei risultati rapidi, ma deve essere ritagliata sul singolo individuo e seguita sempre sotto il controllo di esperti.

 

Che cos’è la dieta chetogenica VLCKD

VLCKD sta per Very Low Calorie Ketogenic Diet, ovvero “dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico”. Come si deduce dal nome, si tratta di un regime alimentare che è basato sui principi della dieta chetogenica ed è formulato secondo uno schema VLCD, ovvero puntando all’assunzione di poche calorie, circa 600-800 Kcal al giorno.
In sostanza, vengono valorizzate le proteine (soprattutto quelle di origine vegetale) diminuendo drasticamente l’apporto di carboidrati e grassi.
Non si tratta, come a volte si crede, di una dieta iperproteica (tipo “dieta del culturista”); la dieta chetogenica introduce infatti una quantità normale di proteine, ed è proprio questa la ragione per cui funziona: l’organismo non consuma le proteine della massa muscolare, e smaltisce invece le riserve adipose.

 

A chi serve la dieta chetogenica VLCDK

La cheto a basso apporto calorico è una dieta per perdere peso velocemente: è pensata quindi per persone con sovrappeso o obesità che hanno la necessità di dimagrire rapidamente, in modo da raggiungere un “punto di partenza” adeguato per impostare un piano alimentare corretto di più lunga durata.
È indicata anche per rimettersi in forma dopo gli “stravizi” delle feste o dopo un periodo di inattività, quando si è perso il ritmo delle buone abitudini.

 

Perché la VLCKD funziona

Il vantaggio principale della dieta chetogenica a basso apporto calorico è che induce l’organismo a consumare velocemente le riserve di grasso superfluo senza intaccare la massa muscolare: questo, a differenza di altri regimi, permette di conservare la muscolatura tonica perdendo solamente il grasso in eccesso.
Questo tipo di dieta è stato formulato per la prima volta negli anni Settanta, e in origine non era nemmeno pensato per il dimagrimento: nasceva per migliorare le condizioni di salute di pazienti colpiti da patologie come l’epilessia. Durante le sperimentazioni, gli studiosi si resero conto che al benessere generale prodotto dalla dieta si univa il “vantaggio collaterale” della diminuzione del grasso corporeo senza che diminuisse la massa muscolare.
In questo caso, quindi, i 21 giorni di remise en forme veloce non sono un miraggio: in questo tempo così breve è davvero possibile perdere tanto peso, compatibilmente con gli obiettivi impostati insieme al nutrizionista.

 

Perché la dieta chetogenica VLCKD è sicura

La dieta VLCKD viene utilizzata con successo da oltre 40 anni e ha ricevuto diversi riconoscimenti scientifici importanti. Fra i più recenti, nel 2014 ha ricevuto validazione dalla Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica come trattamento efficace per l’obesità, e nel 2019 è stata inserita fra le pratiche fortemente raccomandate nelle Linee guida della Società Italiana di Endocrinologia.

LabQuarantadue la inserisce da sempre nei propri protocolli di dimagrimento veloce, laddove questa soluzione sia necessaria e pertinente.
La dieta chetogenica è sicura, quindi, a patto che:

  • venga prescritta da un team di esperti;
  • sia personalizzata sulle caratteristiche e lo stato di salute generale del singolo individuo;
  • sia seguita secondo le istruzioni e soltanto per il tempo indicato dallo specialista.

 

Quanto dura la dieta chetogenica

Il periodo ideale per fare la dieta chetogenica very low calorie dura 3 settimane: sono davvero sufficienti 21 giorni per perdere peso, e non si tratta (come accade in alcuni regimi non verificati) di perdita di liquidi o di massa muscolare, ma di consumare letteralmente solo la massa grassa.
Si tratta di un programma alimentare di dimagrimento che funziona molto bene, ma che deve restare circoscritto nel tempo, per essere poi sostituito da una dieta di mantenimento formulata diversamente e, soprattutto, dalla consapevolezza di quali siano le abitudini corrette per mantenere il peso forma.

 

La dieta chetogenica è facile da seguire

Superati i primi due o tre giorni, nei quali è possibile avvertire la sensazione di “non aver mangiato abbastanza”, la dieta VLCKD è molto facile da seguire: l’apporto di proteine risulta saziante e la presenza dei corpi chetonici, sostanze che si “liberano” durante lo smaltimento naturale dei grassi di deposito nel corpo, fornisce all’organismo la corretta sensazione di sazietà. Inoltre i carboidrati non vengono eliminati, ma solo ridotti: questo evita che il metabolismo si squilibri, cosa che attiverebbe proprio quella fame ingestibile tipica delle diete ipocaloriche non ben bilanciate.
In sostanza, questo piano alimentare della durata di soli 21 giorni è molto più efficace e semplice da seguire, senza sofferenze, rispetto ad altri tipi di diete.

 

La dieta chetogenica va bene per tutti?

In linea generale, la cheto non ha controindicazioni e può essere seguita da persone di età e corporatura diversa, ad eccezione di persone molto anziane e donne in gravidanza.
È assolutamente indicata anche in caso di diabete, patologie cardiovascolari, sindrome dell’ovaio policistico e nei casi di obesità grave con comorbidità complessa.
Ciò non toglie che ogni organismo è differente, e dunque una dieta veloce deve essere adattata al singolo caso e personalizzata accuratamente, sulla base delle informazioni che il medico raccoglie nel primo colloquio con il paziente.

Sgarrare la dieta ostacola la perdita di peso?

Sgarrare la dieta è davvero “grave” per chi sta seguendo un piano di dimagrimento, o ci si può perdonare qualche deviazione dalla linea? Ecco cosa ne pensano i nutrizionisti.

 

Stare a dieta durante le feste

Rispettare la dieta è difficile sotto le feste: siamo abituati a collegare alla Pasqua l’idea delle uova di cioccolata e della tavola imbandita da condividere con parenti e amici, e rinunciare ai piaceri del gusto ci sembra un delitto. Sono sentimenti normali e comprensibili. Qualcuno sarà riuscito a tenere duro e non assaggiare nessuna pietanza “incriminata”, ma è oggettivamente probabile avere sgarrato almeno un po’, almeno la domenica pasquale. È “grave”?

 

Che cosa succede se si sgarra la dieta durante le feste

Molti regimi di dimagrimento hanno un giorno libero, nel quale (entro certi parametri) è ammesso mangiare in modo meno regolato: vengono anche chiamati cheat days e, in determinati piani alimentari, servono per permettere al corpo di recuperare alcuni nutrienti tenuti sotto controllo nel resto della settimana.
Se naturalmente questo non deve significare abbuffarsi senza limiti, dimostra il fatto che un giorno ogni tanto di relativa tolleranza non nuoce alla dieta. In effetti il metabolismo non viene modificato se non in modo trascurabile da un “giorno di sgarro” soltanto, perché si modifica in tempi più dilatati.
L’importante è che questa giornata di “extra” un po’ sopra le righe non diventi quindi un’abitudine costante all’esagerazione, sia sul piano del cibo che su quello dell’alcol: l’attenzione infatti non va data solo alle calorie, ma anche allo stile di vita sano in generale.
È del resto dimostrato che la regolarità nelle abitudini alimentari, di movimento, di ritmo sonno/veglia influenzano davvero la risposta del corpo a un programma di dimagrimento sul lungo termine.

La componente psicologica

Portiamo l’attenzione su una questione molto delicata: per dimagrire non serve solo il corpo, ma anche la mente e l’equilibrio emotivo.
Se l’idea di saltare la dieta per un giorno ti provoca forti sensi di colpa, ansia, umore depresso e influisce negativamente sulla sensazione di “farcela”, potresti avere bisogno di un po’ di aiuto: chiedi un colloquio psicologico per tenere sotto controllo questi sentimenti, che sono naturali e comunissimi, ma possono diventare difficili da gestire e controproducenti.
LabQuarantadue riserva molta attenzione all’aspetto emotivo nei percorsi di perdita di peso, proprio perché entrano in gioco fattori complessi come la percezione di sé, l’autoefficacia, la resistenza al cambiamento, fino a giungere a veri e propri disturbi del comportamento alimentare che necessitano senza dubbio di un supporto psicologico. Non esitare a chiedere un consiglio, se ne senti il bisogno!
In ogni caso, condividere la tavola con le persone amate rimane un piacere anche se si è a dieta, e sentirsi allegri e circondati di affetto è sempre molto importante. Se ti sembra di avere un po’ esagerato a tavola per Pasqua, insomma, niente panico: fai tesoro del buonumore che ne hai ricavato, rimetti a fuoco l’obiettivo e cerca di recuperare la giusta routine per tornare in equilibrio.

Qualche eccesso pasquale? Riparti dalla tua routine

È questa la cosa veramente importante: se ti è capitato di uscire dai limiti della tua dieta per un giorno o due, ciò che conta è la capacità di rimetterti in carreggiata riaccendendo la motivazione.
Può esserti di aiuto ripassare i consigli ricevuti dal nutrizionista, ricordare quale obiettivo hai impostato e perché esso è così importante per te, per la tua salute e per la tua possibilità di sentirti bene, felice dentro al tuo corpo.
Non occorre “punirti” per avere sgarrato: non importi allenamenti estenuanti o rinunce eccessive, che possono sortire addirittura l’effetto opposto. Ricomincia semplicemente a lavorare con costanza sulle tue abitudini e vai avanti nella direzione intrapresa.

Ovaio policistico: cosa c’è da sapere per stare meglio

La PCOS, o Sindrome dell’Ovaio Policistico, è un disturbo diffuso: scopriamo le cause e le strategie di cura.

Che cos’è l’ovaio policistico

Si tratta di un problema di origine ormonale che causa la formazione di follicoli ovarici vuoti o di piccole cisti sulle ovaie.

Cause della Sindrome dell’Ovaio Policistico

Ancora oggi la causa della sindrome non è stata individuata in modo preciso. Ciò che si può verificare con certezza è che le ovaie delle pazienti producono troppi ormoni maschili, il che interferisce con la regolare ovulazione.
Direttamente collegata a questa patologia è l’insulino-resistenza, ovvero la scarsa capacità dell’organismo di reagire all’insulina, il che comporta un innalzamento della glicemia nel sangue. Da questi elementi si parte per impostare le soluzioni efficaci contro la Sindrome dell’Ovaio Policistico e i percorsi terapeutici adeguati, di cui parleremo fra poco.

Ovaio policistico e sovrappeso

Come accade per numerose altre patologie, sovrappeso e obesità si collocano sia fra le cause, sia fra le possibili conseguenze della sindrome.
È un fatto che quasi l’80% delle donne con PCOS ha un problema con il peso; dimagrire con l’ovaio policistico è più difficile, ma è possibile; inoltre, perdere peso aiuta a ridurre i sintomi e i rischi correlati.

Quante persone soffrono di Sindrome dell’Ovaio Policistico?

La sindrome interessa, in media, una percentuale compresa fra il 5% e il 7% delle donne. La fase nella quale è più frequente sviluppare questa patologia si colloca nell’età fertile: ci sono casi di ovaio policistico a 14 anni, in adolescenza, e naturalmente l’approccio da seguire sarà diverso
rispetto a quello adatto a una donna di 30 o 40 anni.

Ovaio policistico sintomi

Gli indicatori “visibili” di una possibile Sindrome dell’Ovaio Policistico sono:
– mestruazioni irregolari e talvolta dolorose
– irsutismo (crescita di numerosi peli in zone normalmente glabre)
– acne
– aumento di peso insolito e difficile da tenere sotto controllo.

Ovaio policistico a chi rivolgersi

Per diagnosticare la PCOS non è sufficiente notare i sintomi appena elencati: è indispensabile che il personale medico sottoponga la paziente ad analisi accurate che comprendono la verifica di una eventuale insulino-resistenzatest ematici specifici ed ecografia per identificare, fra l’altro,
eventuali cisti ovariche.
Per la diagnosi di ovaio policistico il primo riferimento è il medico di base o, direttamente, il ginecologo di fiducia. Per una valutazione completa è importante consultare anche un endocrinologo e uno specialista in malattie metaboliche. Per la gestione della patologia accertata sarà di grande aiuto anche un nutrizionista.

Chiaramente la scelta ideale consiste nell’affidarsi a un team multidisciplinare che possa prendere in carico la PCOS nel suo complesso, fornendo risposte coerenti.

Ovaio policistico quali sono i rischi

Le donne con ovaio policistico devono mantenere la propria salute attentamente monitorata per evitare di incorrere in alcune patologie alle quali risultano più esposte della media:
– diabete e altre malattie metaboliche;
– malattie cardiovascolari.

Un aspetto delicato connesso alla PCOS è quello della fertilità, che potrebbe risultare compromessa (ma non accade sempre e, in ogni caso, ha vari gradi), e dei rischi in gravidanza, dal momento che chi ha la sindrome ha maggiori probabilità di:
– non riuscire a portare a termine la gravidanza;
– sviluppare il diabete gestazionale;
– incorrere nella gestosi o in altri problemi di natura ostetrica.

Ovaio policistico come si cura

Tecnicamente non si “guarisce” dalla PCOS: si tratta di una condizione che non si può risolvere al 100%. Questa affermazione non deve scoraggiare, perché in realtà si può curare l’ovaio policistico, intervenendo in modo da ridurre sensibilmente sia i sintomi, sia i fattori che costituiscono un
rischio di incorrere in aggravamenti o patologie correlate.

-Esistono farmaci specifici per tenere sotto controllo la PCOS. Gli specialisti di LabQuarantadue propongono, a seconda dei casi, una terapia a base di Metformina o Liraglutide.
– I farmaci da soli non bastano: la vera risorsa per curare l’ovaio policistico è modificare il proprio stile di vita e curare la propria dieta. Per gestire la PCOS è fondamentale fare una regolare attività fisica e seguire una dieta personalizzata che permetta di perdere chili, se necessario, e scongiurare l’aumento di peso legato alla patologia.

Dimagrire con l’ovaio policistico

Mantenere il peso forma è davvero importante per controllare la PCOS, e l’alimentazione corretta è indispensabile allo scopo di regolare il meccanismo dell’insulina, che può essere compromesso.
C’è effettivamente un nesso fra ovaio policistico e difficoltà a dimagrire: per questo è necessario un percorso di dimagrimento specifico impostato da professionisti, che devono lavorare con un approccio multidisciplinare integrato.
Per contro, perdere peso ridurrà anche i disagi dovuti alla sindrome, con un vantaggio per il benessere generale e la qualità di vita.

Ovaio policistico alimentazione

Esiste la giusta dieta per chi ha l’ovaio policistico, ma non è identica per tutte: è bene rivolgersi solo a specialisti competenti in grado di eseguire una valutazione accurata.
Nell’esperienza di LabQuarantadue, il regime alimentare che dà i risultati statisticamente più efficaci per le donne con PCOS e problemi di sovrappeso si basa sulla dieta chetogenica.
Essa deve essere adattata alla singola paziente e personalizzata tenendo conto dell’intera condizione psicofisica, dell’età e della compliance rispetto alle terapie.
Un supporto psicologico durante le fasi più impegnative del percorso di dimagrimento è fortemente consigliato, per un risultato durevole e coerente.

Consapevolezza e prevenzione

In linea generale, una buona consapevolezza alimentare costituisce un importantissimo fattore preventivo che consente di evitare l’ovaio policistico in soggetti predisposti, o tenerne sotto controllo gli effetti, sul nascere.
Un consiglio davvero universale è dunque di ottimizzare il proprio stile di vita facendo movimento, evitando fumo e abuso di alcolici, seguendo una dieta sana e bilanciata.