Tutto sui disturbi dell’alimentazione: come individuare i sintomi, le cause e la cura adatta al singolo caso.

Se sai già che cosa significa la sigla DCA, probabilmente conosci una persona che si è confrontata con i Disturbi del Comportamento Alimentare. Oppure, quella persona sei tu.
Con l’aiuto dei nostri esperti, ecco un piccolo vademecum per comprendere e affrontare il problema.
Per una valutazione completa, però, non fermarti all’articolo: chiedi aiuto a uno specialista! Leggi sotto per saperne di più.

 

Che cos’è un disturbo alimentare

Cominciamo col dire che il disturbo alimentare non è un problema di peso, è una patologia psichiatrica: non è un “capriccio”, non è una “fase” e riguarda il peso solo nella misura in cui i comportamenti che la persona mette in atto influenzano la sua forma fisica, producendo eccessiva magrezza oppure sovrappeso, o un’alternanza delle due cose.

Questo significa che per risolvere un DCA anche nella sua fase iniziale sarà indispensabile un supporto psicologico.
Qualunque ragionamento vogliamo fare per parlare dei disturbi del comportamento alimentare, è da qui che dobbiamo partire.

Dal punto di vista clinico i DCA (chiamati anche DNA, ovvero Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione) vengono generalmente suddivisi in diverse “sfumature”.
Non si tratta di una divisione rigida tra disturbi diversi, ma appunto di forme differenti di uno stesso problema: un rapporto disfunzionale con l’alimentazione, dove il cibo e il peso diventano il “simbolo” di qualcosa di più complesso.

 

L’anoressia

È la forma forse più conosciuta. Il meccanismo più evidente è la ricerca di una magrezza considerata “ideale” attraverso comportamenti come:

  • Riduzione drastica delle calorie
  • Eccesso di attività fisica
  • Provocarsi il vomito
  • Abuso di lassativi.

L’anoressia nervosa è giustamente percepita come una situazione pericolosa per la salute fisica oltre che psichica: se non viene curata può portare a seri danni per l’organismo e addirittura avere esito fatale.

 

La bulimia

Nell’immaginario comune è il comportamento di chi si abbuffa in modo incontrollato.

Il volto nascosto della bulimia sono i comportamenti compensatori simili a quelli presenti nell’anoressia, come indurre il vomito, o la ricerca di forme di “autopunizione” determinate dal profondo sconforto che segue al momento in cui la persona esagera con il cibo.

 

Il BED

Un po’ meno noto è il disturbo alimentare Binge Eating Disorder (BED), talvolta chiamato anche DAI (Disturbo da Alimentazione Incontrollata): è vicino alla bulimia, ed è caratterizzato appunto da abbuffate incontrollate alle quali però non seguono comportamenti compensatori. Questo provoca nella persona che ne soffre un aumento di peso significativo, conducendo a problemi di obesità ed esponendola a rischi come ipertensione, insorgenza di diabete e altre patologie serie.

Esistono altre varianti del disturbo, che comprendono vari comportamenti di evitamento del cibo e che possono presentarsi “mescolati” con altre componenti di disagio psichico o neurologico.

Un dato interessante? Su 10 persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione, 9 sono donne.

Inoltre, nella maggior parte dei casi l’esordio del problema si colloca durante l’adolescenza.
È qualcosa che dovrebbe farci riflettere su che tipo di ideali di bellezza e salute vengono proposti, tramite i media, soprattutto alle giovanissime: un tema su cui Lab Quarantadue si impegna strenuamente fin dalla sua fondazione.

 

Le cause dei disturbi alimentari

Per capire e per intervenire è importante sapere che le cause dei disturbi alimentari sono complesse e possono derivare da fattori biologici, psicologici e sociali.

Per ogni individuo ci possono quindi essere ragioni differenti e difficilmente esiste una causa unica, ma spesso una combinazione di elementi.

Fra le cause più comuni ci sono:

  • Presenza in famiglia di persone che presentano il disturbo
  • Traumi infantili, come abusi fisici e sessuali (“è colpa mia!”)
  • Aver subito bullismo o critiche (anche in famiglia) per il proprio aspetto e il proprio peso (“non vado bene così come sono!”)
  • Bassa autostima (“non valgo niente!”)
  • Avere assorbito un ideale di “perfezione”, non necessariamente legato al corpo ma anche alle performance scolastiche o al “successo” in generale (“non posso fallire!”)
  • Una sindrome depressiva (“non ho speranza, le cose non andranno mai meglio!”), un disturbo d’ansia o un disturbo ossessivo-compulsivo
  • Avere poche relazioni significative e isolarsi (“nessuno mi capisce!”).

 

Disturbi alimentari: a chi rivolgersi

Abbiamo detto che il supporto di uno psicoterapeuta è indispensabile.
La cura per i disturbi alimentari richiede però un approccio multidisciplinare, coinvolgendo professionisti della salute mentale, nutrizionisti e medici.

Il trattamento del DCA infatti si svolge spesso in centri specializzati, ambulatori o (nei casi più seri) tramite il ricovero in strutture specializzate dove sono presenti tutte le figure professionali utili a fornire aiuto.

Se hai l’impressione che il tuo rapporto con il cibo non sia equilibrato, e che il tuo stile di vita non sia salutare, chiedi una consulenza gratuita agli esperti di Lab Quarantadue: sapranno aiutarti a capire se hai bisogno di un programma di educazione alimentare, con la prescrizione di una dieta adeguata, oppure se è consigliabile cominciare da un supporto psicologico mirato.

In ogni caso, sappi che non sei l’unico essere umano a confrontarsi con questi problemi, anzi: i disturbi dell’alimentazione rappresentano una sfida significativa per la salute mentale e fisica di molte più persone di quanto si potrebbe pensare.

Si tratta di sfide complesse ma affrontabili, accedendo alle giuste risorse per raggiungere un benessere profondo.