Cattiva digestione, gonfiore, alitosi, infezioni genitali frequenti e alvo alterno sono solo alcuni dei sintomi provocati dalla disbiosi intestinale, un disturbo spesso ignorato che provoca malesseri generalizzati e vere e proprie patologie.

Complice uno stile di vita stressante e irregolare, la disbiosi intestinale si riscontra sempre più spesso in uomini e donne di ogni età, anche in adolescenza, indipendentemente dal loro peso.

In questo articolo, scritto in collaborazione con la dott.ssa Francesca Persico, biologa nutrizionista presso gli ambulatori LabQuarantadue, approfondiamo come riconoscere la disbiosi intestinale, quali sono le cause e i comportamenti da correggere per ripristinare il giusto equilibrio nell’organismo e spegnere l’infiammazione.

Cos’è la disbiosi intestinale?

La disbiosi intestinale consiste nell’alterazione della flora batterica dell’intestino e si caratterizza per:

  • Un ridotto numero di organismi utili (simbionti)
  • Uno squilibrio fra i vari ceppi, alcune specie potenzialmente nocive prendono il sopravvento sulle altre
  • La scomparsa di intere specie batteriche

In un organismo in salute la flora intestinale è composta da milioni di batteri che influenzano tante funzioni del nostro corpo: dalla regolazione del sistema immunitario, all’assorbimento degli zuccheri.

Quando questo equilibrio batterico si rompe, la disbiosi intestinale appunto, ha conseguenze sull’intero organismo e, oltre ad un malessere generalizzato può avere conseguenze molto serie.

Ecco perché si dice che la disbiosi può essere causa di malattia: scatena delle reazioni che possono portare a infiammazioni della mucosa intestinale e scatenano patologie, indebolire il sistema immunitario e interferire sul corretto assorbimento delle sostanze nutritive.

I sintomi della disbiosi intestinale

Se digerisci male, ti senti spesso gonfia, e soffri frequentemente di cistite e/o candita probabilmente hai la disbiosi intestinale. Questi sintomi sono infatti campanelli d’allarme che ci spingono ad indagare il nostro stato di salute.

Esistono 2 tipi di disbiosi: fermentativa o putrefattiva. Qui sotto, distinguiamo cause e sintomi delle diverse tipologie.

Disbiosi putrefattiva

La disbiosi putrefattiva è localizzata soprattutto a livello del colon.
È causata da una dieta povera di fibre e/o dall’abuso di antiacidi. Questi spesso utilizzati per combattere l’acidità gastrica, possono causare l’abbassamento del PH fecale, provocando stitichezza e disfunzione dell’alvo.

Disbiosi fermentativa

La disbiosi fermentativa è localizzata a livello dell’intestino tenue. Anche in questo caso una bassa acidità gastrica può aumentare il rischio, così come l’eccesso consumo di zuccheri semplici e carboidrati raffinati.

In questo caso i sintomi possono essere: gonfiore, tensioni addominali, cattiva digestione e alitosi, meteorismo, flatulenza, nausea e vomito, cistiti e infezioni vaginali.

Cosa causa il disequilibrio della flora dell’intestino?

L’equilibrio della flora intestinale è strettamente legata ad uno stile di vita irregolare e abitudini alimentari scorrette. Chi soffre di questo disturbo spesso è un individuo normo-peso, che conduce una vita stressante, consuma pasti frugali, magari dorme poco.

Tra le cause principali del disturbo:

  • un’alimentazione sbilanciata, ricca di zuccheri, carboidrati raffinati, grassi transgenici e additivi, tipici dei cibi industriali
  • l’abuso di farmaci, in particolare antibiotici assunti per lunghi periodi sono uno dei maggiori fattori di rischio
  • lo stress
  • Il fumo e l’alcool
  • poche ore di sonno

Come si cura la disbiosi intestinale?

Il cambiamento delle abitudini e uno stile di vita regolare sono necessari per ripristinare l’equilibrio della flora batterica e la funzionalità dell’intestino.

Negli ambulatori LabQuarantadue, quando riscontriamo un sospetto di disbiosi, eseguiamo un’anamnesi dettagliata del paziente.

Attraverso un questionario e analisi specifiche andiamo a definire integrità della barriera e lo stato di salute dell’intestino. In base al referto si lavora in equipe per “affrontare” il problema a 360° per favorire il benessere e la scomparsa dei disturbi nel nostro paziente.

Viene suggerito un piano alimentare, che ha come regole principali:

  • Evitare cereali raffinati come pasta e pane, ma prediligere quelli più ricchi di fibre quali farro, pasta integrale, pane integrale
  • Evitare i cibi ricchi di zuccheri
  • Limitare l’utilizzo di prodotti industriali pieni di additivi e conservanti
  • Scegliere il più possibile cibi non trattati e freschi, seguendo la stagionalità

Passo dopo passo, dobbiamo rieducarci a ritmi di vita regolati dal nostro orologio biologico: andare a dormire allo stesso orario, mangiare piano, masticando più a lungo e mantenere un’alimentazione a basso indice glicemico e insulinico.

È consigliabile poi, un apposito approccio integrativo di prebiotici o probiotici volto a correggere il rapporto tra le diverse specie batteriche che popolano l’intestino.

Ricominciare a stare bene

Ad oggi, la disbiosi intestinale è un disturbo spesso non diagnosticato e sottovalutato da chi ne soffre. Provoca un malessere generalizzato e uno stato di infiammazione che può diventare cronico e sfociare in gravi patologie.
Curare l’equilibrio della flora intestinale non è difficile, ma parte da una diagnosi corretta della problematica, da scelte migliori a tavola e un maggior rispetto verso i nostri normali ritmi biologici.

Nei nostri ambulatori mettiamo a disposizione un primo consulto gratuito per parlare con un medico specializzato dei propri sintomi e trovare il giusto percorso per ricominciare a stare bene.

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