Il sovrappeso e l’obesità rappresentano ad oggi una problematica importante di salute pubblica.

Infatti, sulla base dei dati del rapporto Osservasalute 2019, si stima che in Italia quasi la metà della popolazione adulta (circa il 46%) si trovi in una condizione di eccesso ponderale, in particolare oltre il 35% della popolazione adulta risulta essere in sovrappeso, 1 persona su 10 è quindi obesa. La condizione di eccesso ponderale risulta inoltre più diffusa nel sesso maschile e nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali.

Cause dell’eccesso ponderale

L’eccesso ponderale è una condizione dovuta da un lato a un’alimentazione scorretta, con un eccessivo apporto calorico rispetto ai fabbisogni energetici, e dall’altro a uno stile di vita sedentario, che comporta un ridotto dispendio energetico.

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a una minore aspettativa di vita e sono ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche come il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari (ad esempio infarto miocardico e ictus cerebrale) e la dislipidemia (un elevato livello di lipidi nel corpo).

La classificazione della popolazione in base al peso (come indicato nella Tabella 1) viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (BMI= body mass index, secondo la definizione anglosassone), considerato un indice rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso, e che si calcola con la seguente formula:
BMI = peso (in kg)/quadrato dell’altezza (in metri)

Tabella 1: Classificazione internazionale del sottopeso, sovrappeso e obesità nell‘adulto, secondo il BMI (fonte: modificata da Oms)

BMI

Il BMI correla con la quantità di grasso corporeo, sebbene non indichi direttamente la quantità di massa grassa del soggetto, né  fornisca indicazioni su come questa sia distribuita a livello corporeo. La distribuzione ginoide infatti, con localizzazione del grasso prevalentemente a livello di glutei e cosce, è a minor rischio rispetto a  quella androide, in cui il grasso è distribuito principalmente a livello addominale.

A parità di BMI, l‘accumulo di tessuto adiposo a livello dell‘addome, è associato a un maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche legate all’eccesso di peso.

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Metodi per stimare la massa grassa

Altri metodi antropometrici per stimare la massa grassa e soprattutto per valutare la distribuzione del grasso corporeo sono la misurazione delle pliche cutanee (plicometria), la misurazione della circonferenza della vita (waist), utile per identificare l‘obesità addominale, e il calcolo del rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi (waist-hip ratio). Molto utile è anche la bioimpedenziometria corporea, che ci consente di stimare in maniera semplice, veloce e non invasiva la quantità di massa grassa, di massa magra e lo stato di idratazione di un soggetto.

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