È sempre importante ricordare che il nostro corredo genetico condiziona il modo in cui si assorbono, metabolizzano e utilizzano i componenti della nostra dieta.

La branca della scienza che studia il ruolo della genetica nella risposta alla dieta è detta nutrigenetica. Essa si pone come obiettivo quello di studiare il legame tra il cibo e il DNA per cercare di migliorare la salute di ciascuno, attraverso una dieta personalizzata proprio su basi genetiche. È importante ricordare che la nutrigenetica, però, non è solo “dieta dimagrante” ma è anche un approccio su misura per la prevenzione di patologie, ad esempio le malattie cardiovascolari e al diabete di tipo 2.

Tutto ciò rappresenta anche un nuovo modo di vedere la nutrizione: non si parla più solo di calorie e di nutrienti, ma di uno strumento per “spingere” il patrimonio genetico in una direzione specifica, che ci aiuta non solo nella prevenzione di patologie a carattere metabolico, ma anche a comprendere lo stato di infiammazione del nostro organismo, i processi di detossificazione e i livelli di stress ossidativo, oltre che fornire delle informazioni sulla tolleranza o meno di alcune sostanze alimentari tra cui lattosio, glutine, caffeina e nichel.

Con il programma di tele-nutrizione #SMARTgenetic, grazie al test genetico, verranno analizzati specifici geni e le loro variazioni (che sono quelle che definiscono la nostra individualità) e si potranno ottenere importantissime informazioni per elaborare un piano alimentare altamente personalizzato. Il programma #SMARTgenetic permetterà di perdere peso e ritrovare la forma fisica prevenendo contemporaneamente importanti patologie metaboliche e mettendo in condizioni il professionista di poter offrire un supporto integrativo specifico ed individuale a supporto del piano alimentare.

Il test genetico offre diversi vantaggi e, a differenza dell’esame del sangue che dà informazioni da monitorare nel tempo e quindi è da ripetere, il test genetico si effettua una sola volta nella vita in quanto i risultati che fornisce sono gli stessi anche se rifatto a distanza di anni. Altra potenzialità del test è quella di “accorciare” i tempi di diagnosi per chi sospetta di avere una predisposizione alla celiachia, intolleranza al lattosio o sensibilità al nichel. La sensibilità a queste sostanze può avere come conseguenza gonfiori, capogiri, cefalea, stanchezza cronica, dermatiti o improvvisi cambiamenti di peso, ma anche insonnia e forme lievi di depressione. A causa del loro carattere subdolo e lento, solo dopo lunghi iter diagnostici è possibile individuare l’ipersensibilità verso determinate sostanze. Il test genetico accorcia i tempi di diagnosi per raggiungere una cura in modo tempestivo. È un esame semplice, veloce e non invasivo: consiste in un prelievo salivare effettuato strofinando il tampone all’interno della bocca in maniera da poter recuperare un campione di saliva da cui estrarre il DNA per l’analisi.

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