Lo stress fa ingrassare: non è solo colpa della fame nervosa, ma di una condizione di squilibrio generale che ci fa accumulare adipe più facilmente, anche mangiando normalmente.

Se non lo abbiamo sperimentato in prima persona, certamente conosciamo qualcuno che durante un periodo stressante per la propria vita personale ha messo su peso, talvolta in modo rapido. È importante capire la ragione del nesso fra stress e sovrappeso: una volta compreso il meccanismo, infatti, sarà possibile trovare la corretta soluzione.

 

La fame nervosa

 

Una componente del problema ha un’origine prevalentemente psicologica: moltissime persone riferiscono di essere maggiormente tentate dal cibo, quando sono agitate, nervose o sotto pressione, e soprattutto da:

  • Cioccolato
  • Snack dolci e salati
  • Alcolici 
  • Cibo “spazzatura”.

Si tratta di un meccanismo molto comune che affonda le radici addirittura nel nostro retaggio più antico: il nostro istinto ancestrale ci invita a fare scorta di calorie quando abbiamo l’impressione che sia in arrivo una minaccia (il che è proprio ciò che inconsciamente crediamo, quando siamo stressati).

È evidente che mangiare più spesso e in modo scorretto, introducendo più energia di quanta ne consumiamo, ci porta inevitabilmente ad aumentare di peso.

In questo caso è facile che si instauri un circolo vizioso di tipo emotivo, per il quale mangiamo male, ingrassiamo, ci demoralizziamo e finiamo per consolidare l’abitudine nociva, diventando sempre meno abili a reagire.

Rivolgerci a un team competente che possa offrire un supporto non solo sul piano medico, ma anche su quello psicologico, è essenziale per uscire da un meccanismo deleterio e tornare a sentirci bene.

 

Lo stress e l’equilibrio ormonale

 

Come anticipato, la fame nervosa non è l’unica responsabile dell’aumento di peso da stress: si innesca infatti un processo biologico che non dipende dalla nostra volontà, quello del cortisolo.

Il cortisolo viene comunemente chiamato proprio “ormone dello stress”. L’organismo è in grado di produrlo in modo funzionale, nelle quantità opportune per il corretto funzionamento della “macchina” umana; se siamo sottoposti a uno stress prolungato, tuttavia, i livelli di cortisolo aumentano e si fanno costanti, anziché abbassarsi secondo un ritmo regolare, quando cala la richiesta. 

Uno squilibrio nella produzione del cortisolo sembra essere alla base di numerosi disturbi collegati a

  • Metabolismo (da cui la sindrome metabolica e altre patologie)
  • Insulino-resistenza (da cui, potenzialmente, diabete, obesità, sindrome dell’ovaio policistico).

L’effetto visibile di questo disequilibrio è la tendenza ad accumulare più “riserve” di grasso, soprattutto nella zona addominale.

Dunque, indirettamente, il cortisolo attivato dallo stress può innescare il sovrappeso e l’obesità e le patologie correlate.  

LabQuarantadue consiglia caldamente, a chi si rivolge agli ambulatori per dimagrire, un check-up metabolico che monitori tutti questi aspetti: se è già in atto uno squilibrio ormonale, un problema del metabolismo o un’insulino-resistenza, infatti, sarà necessario fare degli esami appositi e farsi preparare un piano alimentare personalizzato che sia davvero efficace e sicuro per il caso specifico.

 

Zuccheri e stress

 

In realtà la direzione causa-effetto fra obesità, stress e cortisolo è ancora più complessa di come l’abbiamo appena descritta: è stato osservato infatti che 

  • assumere cibi contenenti molti zuccheri alza l’asticella della “risposta” dell’organismo, che reagisce (a livello biochimico) come di fronte a un evento stressante; 
  • ciò peggiora la qualità del sonno, che costituisce un fattore molto importante per l’insorgere di squilibri metabolici e obesità;
  • il sonno disturbato aumenta a sua volta lo stress, fa salire i livelli di cortisolo, induce l’organismo ad accumulare più grasso (soprattutto quello addominale) e genera una sorta di spirale che può diventare rischiosa per la salute.

 

Che cosa si può fare se si ingrassa a causa dello stress

 

Chi ha problemi di sovrappeso e obesità e si considera, allo stesso tempo, una persona stressata ha in mano due potenti strumenti per riprendere il controllo.

  1. Rivolgersi a un team multidisciplinare che analizzi la situazione con una seria anamnesi medica, consigliando semplici esami che permettono di valutare la situazione metabolica e ormonale. Partire dallo stato di salute della persona è fondamentale per trovare il giusto percorso di soluzione del problema, in modo sicuro ed efficace.
  2. Lavorare su ciò che è possibile cambiare è sempre la strada migliore. Modificare le abitudini alimentari e il proprio stile di vita in una direzione più sana è la vera cura per l’obesità e il sovrappeso sostenuti dallo stress. Non deve sembrare un obiettivo irraggiungibile: dimagrire, dormire meglio, affrontare l’ansia e la depressione sono traguardi possibili, se ci si lascia affiancare da specialisti davvero competenti.

Per affrontare e risolvere i problemi di peso collegati allo stress è importante, per così dire, “unire i puntini”: abitudini, scelte alimentari, emozioni, ritmo sonno-veglia, percezione di sé sono tanti tasselli che fanno parte della persona, un organismo unico che si trova in difficoltà e merita di trovare ascolto.

Ingrassando, il nostro corpo ci sta lanciando un messaggio che possiamo raccogliere e al quale, con il supporto di esperti e in un’ottica olistica, è possibile rispondere in modo efficace.

 

Fonti:
UCL News, https://www.ucl.ac.uk/news/2017/feb/long-term-stress-linked-higher-levels-obesity

Obesity, https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/oby.21733